Questa ricetta prende spunto dal romanzo "Legami di sangue", una fedele quanto avvincente riscostruzione della storia di una grande famiglia della mia terra. Famiglie e vicende all'ombra di Achille Starace, si legge nel sottotitolo. Una storia che ci regala l'aspetto più umano e intimo di Achille Starace delineato all'interno di uno spaccato di vita provinciale nel Salento della prima metà del '900. Gli autori sono Annalisa Bari, apprezzata scrittrice salentina, con Tonino Guarino, che di questa famiglia speciale fa parte (sua madre, Maria, è la sorella di Achille Starace) e che ha reso pertanto possibile la stesura di questo libro.
Questo è il frammento da cui ho preso spunto:
"Era il mese di ottobre del '42 - è sempre Tonino Guarino che riferisce. "Tornavo a Roma dopo la pausa estiva. Ero sempre più innamorato di Vituccia e lei di me, ma mio padre era come al solito contrariato. Insieme alla valigia portavo con me un sartù di riso confezionato da mia madre per zio Achille. Dovevo recapitarlo la più presto, prima che diventasse una mattonella collosa. ... Percorsi il breve viale e bussai con le nocche alla porta d'ingresso, dopo aver cercato invano il campanello. Una voce femminile, chiara e calda, chiese: <<Sei tu Achille?>>. Dopo un attimo di esitazione, risposi: <<Sono il nipote>>. <<Quale nipote?>> <<Tonino Guarino...figlio di Maria Starace...vengo da Campi Salentina>>. ...
<<Mi dispiace distrurbare. Magari aspetto fuori. Ho qualcosa da lasciare .... Qualcosa che la mamma ha fatto per lui>>. Mostrai l'involucro ben avvolto in un canovaccio e occultato da carta di giornale. ...
<<E' un sartù di riso - feci, tanto per dire qualcosa - a zio Achille piace molto il sartù della mamma. Sono arrivato stamattina e per non farlo rovinare ho preso subito l'autocorriera per venire qui>>.
Questa ricetta, lunga e laboriosa, è il mio umile omaggio al paese in cui sono nata e a questo romanzo.
Questa ricetta partecipa al contest di Dolcipensieri intitolato “Un libro mi fa compagnia in cucina”.




Mi sto sentendo male... ma questo piatto è eccezionale.. nasconde quelle polpettine per le quali impazzisco!!! bacioni e buon w.e. :-)
RispondiEliminaEcco..Giuliana...anche tu non mi stai aiutando a mantenere la linea!!!!!no no..dopo questa paradisiaca visione mi tocca cucinare stasera perchè ho troppa fameeeeee!!!!Buon sabato sera caraaaa!
RispondiEliminaComplimenti...Un piatto delle festa!!!!
RispondiEliminaDoppia razione per me!!!!
Bacioni e complimenti cara Giuliana
Ne ho sentito parlare, ma non l'ho mai assaggiato!! Spettacolare!!!Il riso con la sorpresa!!!
RispondiEliminaFelicissimo sabato sera!!!
Un bacio!!!!
strepitoso fameeeeeeee
RispondiEliminaGiuliana, sta diventando sempre più brava e i tuoi piatti sempre più invitanti!!!! Lucia
RispondiEliminaChiamalo "umile omaggio"! Questo sartù è magnifico e merita un caloroso applauso :-) Il libro dev'essere interessantissimo, soprattutto per noi salentini... Chissà se riesco a trovarlo in libreria!
RispondiEliminaPreparo spesso il sartù ma in modo diverso, sarò curiosa di provare anche la tua versione, un po' più ricca della mia.
RispondiEliminaVado a sbirciare la ricetta del pesce in pasta di mandorle, qui abbiamo un carissimo amico di Lecce e una volta me lo portò, era magnifico.
A presto!
Super goloso, è un ameraviglia di gusto e sapore...ciao...
RispondiEliminanon l'ho mai assaggiato, ma me ne hai fatto venire una vogliaaaa!!! è invitantissimo! ;)
RispondiEliminaIl sartù di riso è uno dei piatti più importanti della cucina napoletana. In casa mia si preparava sempre per capodanno. E' da molto che non lo preparo, mi hai fatto venire voglia!
RispondiEliminaTi è venuto davvero bene, l'aspetto è molto, molto invitante!
Bravissima!!!!^_^
Un bacione grande e buona domenica!
ciao Giuliana, non conoscevo questo piatto. Se verrò in vacanza dalle tue parti e trovassi questo sartù in un ristorante lo ordinerei subito. è meraviglioso insieme al racconto del libro che lo accompagna.
RispondiEliminaun bacio
sabina
ciao cara, che bella ricetta e poi il romanzo non l'ho mai letto e me lo sono segnato!!! ti ringrazio per aver partecipato al contest... ciao
RispondiElimina@due bionde in cucina Ciao Sabina, in realtà il sartù è un piatto napoletano quindi purtroppo qui è quasi impossibile trovarlo, ma troveresti altre cose buonissime!!
RispondiEliminaIl sartù di riso??? Mamma mia che piatto gustoso...! Non l'ho mai fatto ...sarà buonissimo!
RispondiEliminaBravissima!!!
Un abrraccio.
Il sartù che passione!!!Ho mangiato questo piatto qualche anno fa e ricordo un procedimento identico al tuo: polpettine, sughetto, piselli e riso!Buonissimo brava Giuliana, bella proposta!
RispondiEliminanon lo conoscevo questo piatto, deve essere una delizia!
RispondiEliminaQuesto piatto mi fa letteralmente impazzire e lo hai eseguito alla perfezione...Bravissima!! Un bacione e buona settimana!
RispondiEliminaDev'essere gustosissimo ed è molto bello! Buona settimana!
RispondiEliminaEcco, questa è uno dei classici piatti che dico sempre di dover provare ma che rimando ogni volta! Dev'essere proprio gustoso:-)) Un abbraccio e buonissima giornata
RispondiEliminaChe bel piatto ricco e gustoso, complimenti!Ciao
RispondiEliminaChe bella ricetta gustosa adoro il riso gnamm
RispondiEliminabravissima bacioni!
Io che vado pazza per il riso devo provare questa ricetta :)
RispondiEliminaChe buono, l'ho mangiato a Napoli dai miei amici napoletani!!!
RispondiEliminaIl tuo è un'ottimo omaggio alla tua terra e al libro: brava!!!
Piatto ricco mi ci ficco! Brava...veramente un piatto unico ed equilibrato!
RispondiEliminaUn perfetto piatto unico, ricco e di gran gusto, complimenti Giuliana!!!!!
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